Ci avviamo a grandi passi verso la bella stagione e sale così la voglia di stare all’aria aperta e godersi anche gli spazi outdoor senza problemi. Quale migliore soluzione se non una stanza in più all’esterno nel comfort del proprio giardino? Le soluzioni per realizzarla sono varie, ma ce n’è una molto semplice: la pergola bioclimatica. Scopriamo insieme di cosa si tratta e perchè ci semplifica la vita!
Indice:
Pergole bioclimatiche: cosa sono
Parliamo di pergola bioclimatica quando ci troviamo di fronte ad una struttura a telaio completata nella parte superiore da lamelle o assi orientabili, restando mobile quindi.
I materiali possono essere vari, spaziando dal legno all’acciaio all’alluminio.

Si tratta, in ogni caso di una struttura non fissa, sebbene solida,ma facilmente rimovibile e questo è importante, perchè, come vedremo, insieme con il fatto che è apribile nella parte superiore, è ciò che fa la differenza.

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A cosa servono le pergole bioclimatiche
Lo scopo di queste strutture è quello di creare la famosa stanza in più, grazie al fatto che è possibile chiuderle lateralmente con delle tende, dei pannelli o dei semplici teli.
In questo modo, orientando anche le lamelle cosicchè siano completamente chiuse, si può regolare la temperatura interna e avere il giusto comfort in tutte le stagioni.
Durante l’inverno, quindi, la copertura impermeabile che si otterrà chiudendo le lamelle ci proteggerà dalla pioggia e dalle intemperie.
In estate, invece, avremo uno spazio fresco ed ombreggiato sotto cui rilassarci.
Le lamelle frangisole consentono, infatti, la protezione dal sole e contemporaneamente il passaggio di aria.
Il loro movimento è motorizzato e, quindi, le si può regolare restando comodamente seduti.

In alcuni modelli, come la Taylor di Belle Pergole, le lamelle contengono del materiale fonoassorbente che insonorizza completamente la pergola.
Le tipologie di pergole bioclimatiche
Esistono in produzione diverse varianti di questa struttura. Vediamole insieme.
Pergola bioclimatica addossata o autoportante
In primis la differenza è tra pergole addossate e autoportanti.
Le prime hanno una struttura costituita da montanti solo su un lato, mentre con il lato opposto sono appoggiate alla struttura dell’edificio che servono.

Un esempio è questa pergola Arquati.
Le pergole bioclimatiche autoportanti, invece, come dice la stessa parola sono del tutto autonome da un punto di vista strutturale e vengono installate lontano dal fabbricato.
La scelta dell’uno o dell’altro tipo dipende dalle esigenze per cui vengono installate, dalla funzione che esse devono svolgere:
- se si vuole coprire un’area centrale rispetto al giardino o creare, ad esempio, uno spazio semi-coperto attorno alla piscina, prenderemo in considerazione quella autoportante;
- se, viceversa, si vuole creare una stanza esterna adiacente alla casa o dare ombra ad una sala interna, è preferibile quella addossata.
Pergola bioclimatica chiusa
Come si diceva, ci sono poi degli elementi con cui si possono chiudere lateralmente le pergole, lasciando sempre mobile la parte superiore.
Tende, pannelli o anche vetrate VEPA, di cui parleremo in un articolo ad hoc, possono aiutarci nel creare una vera e propria stanza.
Pergole retrattili
Un’altra tipologia di copertura sempre mobile per le pergole bioclimatiche è quella retrattile. In questo caso le lamelle frangisole vengono impacchettate tutte da un lato, lasciandoci vedere,ad esempio, il cielo stellato di notte. Un po’ come stare in una macchina decappottabile.

Un esempio sono queste pergole Brustor.

Un’altra pergola con telo impacchettabile è Zenit di Gibus.

Grazie alle varie configurazioni che può assumere, questa consente la protezione dai raggi ultravioletti, una ottimale schermatura delle finestre retrostanti e la vista del cielo quando la si vuole tutta aperta.

In questo modo si ha una stanza in più all’esterno, versatile e mutevole secondo le esigenze del momento.
Il sistema brevettato Anti-Splash evita gli schizzi all’interno della pergola e, combinato con tutto l’apparato di grondaie, garantisce il drenaggio delle precipitazioni atmosferiche.
C’è poi la possibilità di avere delle chiusure laterali, impianti di illuminazione e riscaldamento anche con apparecchi elettrici a raggi infrarossi.
Pergole a lame sovrapponibili
Una nuova generazione di pergole bioclimatiche è Carrera, di Pratic.
Si tratta della prima pergola bioclimatica con lame alternate, fisse e mobili, che possono sollevarsi e sovrapporsi tra loro, seguendo il movimento del sole.

Questo permette di avere scenari di ombreggiatura variegati.

Il sistema, inoltre, consente anche l’installazione di elementi sospesi direttamente alla copertura: lampadari, sistemi di riscaldamento, impianti stereo e altro.
Pergole bioclimatiche fotovoltaiche
Ci sono poi le lamelle che portano delle celle fotovoltaiche sulla loro superficie per la produzione di energia elettrica.

Un esempio è Michelle Sun di Belle Pergole.

Altro esempio di pergola fotovoltaica sono le E-Varia e E-Twist di Gibus. I due modelli sono dotati di pannelli fotovoltaici progettati per essere posizionati sulle lame Gibus. Per farci un’idea, su una pergola larga 4,5 m si possono installare 3 pannelli fotovoltaici per lama. Le lame ottimizzeranno la captazione dei raggi solari, grazie alla loro capacità di orientarsi.
Accessori per pergole bioclimatiche
Le pergole possono essere completate da vari accessori che le rendono ancora più funzionali e belle.

Un esempio sono le luci a LED, che posizionate nei punti strategici, rendono tutto più suggestivo e ci permettono di usufruire di questo spazio anche di sera.

Questa, per esempio, è di BT Group.
Pergola bioclimatica pro e contro
Partiamo dai vantaggi.
Innanzitutto, come si è visto, grazie all’installazione di una pergola bioclimatica, si può sfruttare meglio lo spazio esterno, creando un ambiente outdoor sfruttabile in ogni stagione.
Inoltre, se addossata alla parete esterna della casa e in prossimità di una porta o di una finestra, essa ne migliora le prestazioni energetiche, perchè crea ombra e riduce il surriscaldamento. Proprio per questa sua funzione una pergola bioclimatica può usufruire di bonus fiscali, come vedremo.

In pratica, una pergola bioclimatica nasce dal perfezionamento dell’idea tradizionale di pergolato: per capirci quelli in legno ricoperti da piante rampicanti.
Infine, una caratteristica delle pergole bioclimatiche è che si adattano ad ogni situazione. La Twist, Gibus pergole ad esempio, ha una forma articolata che segue perfettamente la morfologia del territorio, come si vede in questa realizzazione costituita da tanti moduli.
I contro di una pergola bioclimatica
I contro sono legati principalmente al costo e alla manutenzione.
Rispetto ad un pergolato classico, infatti, si tratta di una soluzione più cara, ma vedremo nel dettaglio questa voce.

Per la manutenzione, avendo delle parti motorizzate, queste vanno tenute in efficienza con una revisione periodica.
I canali per lo scolo dell’acqua vanno tenuti puliti, le guarnizioni delle lame vanno anch’esse tenute in efficienza.
Per il resto, la pulizia non è molto più impegnativa di una normale tettoia.
Pergotende vs pergole bioclimatiche
Esistono diverse tipologie di pergola. Quelle che più spesso vengono confuse sono le pergotende e le pergole bioclimatiche.
Per le seconde abbiamo già visto di cosa si tratta.
Una pergotenda, invece, è una struttura molto simile, ma chiusa da tende appunto anche nella parte superiore.
Più semplicemente si può dire che si tratta di una tenda retrattile montata su una struttura semplice, isolata o addossata ad un edificio.
In definitiva, si tratta di un semplice elemento di arredo esterno, facilmente rimovibile anche questa e molto leggera.
Che permessi servono per pergola bioclimatica?
Per quanto detto sopra, trattandosi di una struttura facilmente rimovibile, ma soprattutto, con copertura mobile, una pergola bioclimatica non richiede permessi, ma può essere installata in edilizia libera.

Tuttavia, mi sono ritrovata in situazioni in cui l’Ufficio Tecnico ha richiesto comunque una forma di comunicazione. E’ bene sempre fare un passaggio allo sportello dedicato del proprio comune per accertarsi di quale sia la procedura più appropriata in quello specifico caso.
Il fatto che sia tutto in edilizia libera non vuol dire che basta acquistarne una qualsiasi e montarla per stare sereni. Le variabili da considerare sono diverse:
- esposizione
- zona climatica ed eventuali carichi come quello della neve
- eventuale presenza di caducifoglie nei pressi dell’area
- giusta disposizione.
Va da sè, quindi, che anche la pergola bioclimatica va progettata da uno specialista del settore, per non avere brutte sorprese nel tempo.
Quali sono le pergole che si installano senza permessi?
Pergole bioclimatiche e pergotende sono entrambe installabili senza permessi. Le seconde, in particolare, sono considerate urbanisticamente proprio come degli arredi outdoor e quindi installabili in edilizia libera.
Diverso è il caso in cui ci troviamo di fronte ad una struttura fissa con una copertura anch’essa completamente chiusa. Allora si parla di tettoia e per questa tipologia di pergolato è necessario chiedere delle autorizzazioni.
Rivolgersi ad un tecnico per valutare la soluzione migliore e conoscere le giuste procedure è sempre la scelta vincente e, sembra strano ma è così, la più economica. In questo modo, infatti, si evitano inutili perdite di tempo o, che è peggio, pagamento di sanzioni evitabili!
Quanto può costare una pergola bioclimatica
Il costo al mq di una pergola bioclimatica è molto variabile. Bisogna prendere in considerazione vari parametri tra cui:
- la dimensione dell’area da coprire
- i materiali scelti
- gli accessori da aggiungere in base alle proprie esigenze e i propri gusti
- l’installazione.
Il mio consiglio è sempre quello di richiedere un preventivo specifico, senza affezionarci a numeri indicativi trovati su internet e che potrebbero essere molto lontani da quello che fa per noi realmente.
Agevolazioni fiscali per pergole bioclimatiche
Fino al 2024 è possibile accedere all’ecobonus al 50% per l’installazione di una pergola bioclimatica.
Lo sconto in fattura, ormai è cosa nota, non è più disponibile, ma si può richiedere la detrazione direttamente nella dichiarazione dei redditi, con erogazione in dieci anni.

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Sfrutta il tuo spazio esterno. Progettiamo insieme!
Caterina





Molto interessante ed esaustivo.
Io ho un caso un po’ particolare: la struttura sarà autoportante ma su due lati poggia sul muro perimetrale della terrazza alto 1,10 m , e un terzo lato sarà per metà addossata all’edificio.
Una volta installata una Pergola bioclimatica, se si vogliono mettere delle chiusure laterali per sfruttarla nelle mezze stagioni, che siano esse di vetro o di pvc, devono essere scorrevoli su tutti i 4 lati o sui lati dei muretti posso avere chiusure fisse?
Grazie per il cortese riscontro.
Cordiali saluti
Mauro Morandi
Buongiorno. Grazie per l’apprezzamento all’articolo. Sono contenta che sia stato utile. Per quanto riguarda la questione che mi pone, credo che sia possibile avere delle chiusure fisse lato balcone, anche se sarebbe opportuno sentire l’ufficio tecnico del suo comune prima di avviare i lavori. Mi scriva in privato per approfondimenti, utilizzando la pagina dei contatti. Buona giornata